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CASTANGIA, G., DRUDI, S., MULARGIA, M. e STIGLITZ, A. - Campagna di scavo Serra is Araus 2013

 
Nell'ambito della concessione di scavo (ex D.Lgs 42/2004) del Comune di San Vero Milis si è svolta, durante il mese di ottobre 2013, sotto la direzione di Giandaniele Castangia e di Alfonso Stiglitz, la prima campagna di scavo nel sito di Serra is Araus - San Vero Milis (OR). 
 
 
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DEL SITO (cerchio giallo)


Alla campagna, svoltasi durante il mese di settembre nei giorni 25, 26, 27 e 30, e durante il mese di ottobre nei giorni 1, 2, 3, 4, 7, 8, 9, 10, 11, 14, 15 e 16, hanno partecipato l'Ispettore Onorario Salvatore Sebis, 
Anna Ardu della Pompeu Fabra University di Barcellona, Rocco Aceti, Sara Bernardini, Desirè Bragalone, Silvia Campeti, Nico Cappelli, Luca Compagnone, Alice Crocicchia, Paolo De Paolis, Erasmo Di Fonso, Gabriele Fanfarillo, Giorgia Greco, Lorenzo Guidi, Daniele Maffezzoli,Eva Martellotta e Marco Mulargia dell’Università La Sapienza di Roma, Stefano Drudi archeologo non affiliato. 

Stefano Drudi, 
Marco MulargiaDaniele Maffezzoli e Luca Compagnone hanno ricoperto il ruolo di responsabile di settore.Eva Martellotta ha svolto il ruolo di responsabile della documentazione dei materiali.

Nelle immediate vicinanze del sito, laddove dell’intervento erano visibili due nuraghi - Serra is Araus (D nella figura sotto) e Priogu (C) - e due affioramenti di arenaria utilizzati per lo scavo di strutture funerarie (A e B), furono operati due limitati interventi di scavo di alcune tombe negli anni '50 e '60 (Lilliu 1957:20-35 e nota 40; Atzeni 1973-1974:202), seguiti da un recupero fortuito di un modello-altare in calcarenite ai piedi della collina sulla sorge il nuraghe Serra is Araus, effettuato nell'anno 2000 (Usai 2012).
 
 
FOTO AEREA DEL SITO CHE MOSTRA I DUE NURAGHI (C e D) E I DUE AFFIORAMENTI ARENACEI DELLA NECROPOLI
(A e B)

 
MODELLO-ALTARE RINVENUTO NEL 2000
 
Serra is Araus - Modello altare

L’area di scavo è stata provvisoriamente divisa in 3 aree principali di intervento – (1) gruppo di tombe sud, (2) gruppo di tombe nord, (3) area in cui fu recuperato il modello-altare - comprese in una griglia orientata di 504 quadrati di 10 m di lato (21 lettere alfabetiche x 24 numeri), suddivisi a loro volta in 25 settori di 2x2 m numerati da 1 a 25. Durante la campagna 2013 sono state condotte operazioni di scavo all'interno delle aree 2 e 3.
 
 
FOTO AEREA CHE MOSTRA LA SUDDIVISIONE DELLE AREE DI INTERVENTO SUL SITO

 
 

QUADRETTATURA GENERALE CON IN VERDE I QUADRATI INDAGATI NEL 2013

 
Nell'area 2 sono state messe in luce e indagate una serie di differenti strutture funerarie e/o di carattere probabilmente rituale: le tombe 13 e 14, i pozzi A e B e le buche di palo in S18. Le due tombe monocellulari con ingresso a calatoia e volta crollata, n. 13 e 14, sono state completamente scavate: esse, nonostante le manomissioni più o meno recenti, conservavano alcuni lembi del deposito originale, il quale ha restituito materiali ascrivibili da un esame preliminare al Bronzo Antico di tradizione Bonnanaro A. 
 
 
PLANIMETRIA AREA 2 (in nero le tombe, in grigio le strutture non terminate, in tratteggiato i pozzi e in rosso le aree non scavate)

 
 
VISTA DELL'AREA 2 IN CORSO DI SCAVO
 
 
 
 

TOMBA 13

 

TOMBA 14

 
 
Lo scavo di due strutture a imboccatura circolare e canna cilindrica scavate nel banco arenaceo, identificate come Pozzo A e B, ha rivelato la presenza di frammenti di ossa (probabilmente umane) e - in un caso - di materiali nuragici all’interno del riempimento, permettendo di ipotizzare che si tratti di strutture funerarie tarde, databili alla fase di Bronzo Finale - Primo Ferro (X-VIII sec. a.C.).
 
 
POZZO B


Nel quadrato S18, n
el corso dei lavori di ripulitura del banco arenaceo, sono state evidenziate una serie di buche artificiali, alcune delle quali allineate, il cui utilizzo e cronologia rimangono incerti.
 
 
BUCHE ALLINEATE IN S18


Per il momento, a causa del riempimento di terra e della presenza di vegetazione, non è stato possibile identificare la cosiddetta 'tomba 1', dalla quale proverrebbe la stele 'mammellata' recuperata dal Lilliu negli anni '50 e attualmente conservata presso l'Antiquarium Arborense di Oristano. 
 

FOTO DELLA STELE MAMMELLATA (© Antiquarium Arborense - Museo archeologico Giuseppe Pau Oristano)

Stele mammellata (© Antiquarium Arborense - Museo archeologico Giuseppe Pau Oristano)
Ad un primo superficiale esame dei nuovi dati, e soprattutto alla luce delle vecchie acquisizioni degli anni '50 e '60, le differenti tipologie funerarie identificate sul sito sembrerebbero potersi distinguere cronologicamente in tombe più antiche a camera di tradizione neolitica, tombe a forno ascrivibili al Bronzo Antico, come la 13 e la 14 scavate durante la campagna 2013, e tombe a pozzo forse tardo-nuragiche. Naturalmente la possibilità di riutilizzi, in particolare durante il Bronzo Antico, di tombe costruite e utilizzate durante fasi precedenti è molto probabile. 

Lo scavo dell'Area 3, che ha interessato in questa campagna un totale di 16 mq di deposito, ha rivelato la presenza di un muro appartenente a struttura associabile verosimilmente al modello altare, il quale sembrerebbe essere rimasto nella sua posizione originaria fino al recente recupero fortuito dell'anno 2000. Dai livelli indagati provengono quasi esclusivamente frammenti ceramici ascrivibili alla fase del Bronzo Finale - Primo Ferro. È ragionevole ipotizzare, anche sulla base del materiale litico raccolto in superficie durante la presente campagna 
– macine, pestelli e strumenti analoghi, che l'eventuale monumento che conteneva il modello altare fosse inserito in un'area di abitato che riempiva lo spazio fra il nuraghe Serra is Araus e gli affioramenti arenacei della necropoli.
 
 
FOTO DELL'AREA 3 (area attorno al masso poligonale) DA NORD-EST (sullo sfondo il nuraghe Serra is Araus)
 
 
 
VISTA DELL'AREA 3 IN CORSO DI SCAVO
 
 
 

PIANTE GENERALE DELL'AREA 3 A FINE SCAVO (i quadrati sono 2 x 2 m, il tratteggiato rappresenta i
solchi di aratura visibili)




AREA 3 A SCAVO ULTIMATO



PULITURA DELLA BASE DEL MODELLO ALTARE PRIMA DEL RECUPERO


 

In conclusione, la campagna di scavo 2013 ha permesso di raggiungere una serie di importanti risultati, dal punto di vista scientifico da un lato, e della conservazione e valorizzazione del sito dall'altro: 
 
  • Innanzitutto, prima della preparazione delle attività di scavo, l'intera area del sito è stata oggetto di una serie diricognizioni di superficie che hanno permesso il recupero di numerosi manufatti decontestualizzati, i quali sono andati ad alle raccolte della campagna di scavo.
  • Tutta la zona è stata compresa in una quadrettatura generale, che costituisce la base per ogni futuro intervento.
  • L'Area 2 è stata in buona parte liberata dal terreno superficiale: questo da un lato ha permesso di cominciarne il rilievo definitivo, dall'altro di documentare la presenza di elementi strutturali prima sconosciuti, come le buche di palo in S18, e di attività di cava antiche. I precedenti interventi Lilliu e Atzeni, infatti, non avevano asportato il terreno e si erano limitati a documentare in pianta le sepolture di cui era visibile l'imboccatura.
  • Nell'Area 3 il risultato più importante della campagna, oltre naturalmente al recupero degli ultimi frammenti del modello altare rimasti ancora in situ, è la conferma della presenza di un contesto strutturale associato allo stesso manufatto, probabilmente una capanna o un recinto. 


BIBLIOGRAFIA

Atzeni, E. (1973-1974) Nuovi idoli della Sardegna prenuragica (Nota preliminare). Studi Sardi, 23, 1-51.

Lilliu, G. (1957) Religione della Sardegna prenuragica. Bullettino di Paletnologia Italiana, 66, 7-96.

Usai, A. (2012) San Vero Milis. Un modello di nuraghe da Serra ‘e is Araus. In: Campus, F.
e Leonelli, V. (eds) Simbolo di un simbolo. I modelli di nuraghe. Ittireddu, 252-253.